Mistycalstatus

Cupio dissolvi

A Lugh

Allora il guardiano entrò nella salone reale e raccontò ogni cosa al re: «Un guerriero è giunto fuori della corte», disse. «È un Samildánach; e tutte le arti che possono aiutare il tuo popolo, lui le pratica, poiché è l’uomo di ciascuna e di tutte le arti!»

Invisible

Je ne sais pas quand il est apparu

ici il a jamais disparu

il est entré par refraction

le jour ou tu m’as plus voulu

je n’ai pas cherché à rechousser

je fais des nuits mon pire allié

des forces froides à mes coté

il ne m’a plus jamais quitté

il passe dans ma vie, invisible, amoureux

il passe dans ma vie, invisible, amoureux

il prends toujours trop de place

quand je vide ma memoire

appuyé sur un enorme miroir

il aura fallu qusqu’aucun se loigne

je le deteste

il me semble bien

mais je resterai son prisonnier

il est passé dans la nuit et il restera jusqu’à l’infini

il passe dans ma vie, invisible, amoureux

il passe dans ma vie, invisible, amoureux

il passe dans ma vie, invisible, amoureux

il passe dans ma vie, invisible, amoureux

il passe dans ma vie, invisible, amoureux

il passe dans ma vie, invisible, amoureux  

Senza far rumore

Non vi aspetterò mi verrete a cercare dove uno scompare…non vi avrò aspettato me ne sarò andato senza fare rumore..

Come you spirits

Venite o spiriti che presiedete i pensieri di morte. 
Cancellate il mio sesso 
e riempitemi dalla corona ai piedi della più cieca crudeltà. 
Fate denso il mio sangue. 
Sbarrate la strada e il passaggio al rimorso, 
che nessun repentino riflusso di natura ostacoli il mio fermo proposito. 
Venite dunque al mio seno di donna e succhiatene il latte in cambio di fiele, voi ministri del crimini, dovunque siate, 
invisibili forme al servizio della natura malvagia. 
Vieni densa notte e ammantati del fumo più buio dell’inferno,
che il mio aguzzo coltello non veda le ferite che infligge né il cielo possa sbirciare oltre la coltre nera e gridare “Ferma! Ferma!” 

Espoir

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         ….dans tous les cas l’espérance mènera plus loin que la crainte….( Ernst Jùnger)

Mundus hic, quo nihil neque maius neque ornatius rerum natura genuit, et animus contemplator admiratorque mundi, pars eius magnificentissima, propria nobis et perpetua et tam diu nobiscum mansura sunt quam diu ipsi manebimus. Alacres itaque et erecti quocumque res tulerit intrepido gradu properemus, emetiamur quascumque terras: nullum inueniri exilium intra mundum potest; nihil enim quod intra mundum est alienum homini est.

Mundus hic, quo nihil neque maius neque ornatius rerum natura genuit, et animus contemplator admiratorque mundi, pars eius magnificentissima, propria nobis et perpetua et tam diu nobiscum mansura sunt quam diu ipsi manebimus. Alacres itaque et erecti quocumque res tulerit intrepido gradu properemus, emetiamur quascumque terras: nullum inueniri exilium intra mundum potest; nihil enim quod intra mundum est alienum homini est.

Derniers jours sur Paris

                                                      Country Life in March

L Effet c est moi

"L’Effet C’est Moi” non è francese, ma è un giovane artista italiano, di Recanati per la precisione, di appena 30 anni. Per comprendere meglio questo progetto musicale che ad un primo ascolto potrebbe essere banalmente etichettato dark ambient sinfonico o neo-folk nostrano, in realtà è necessario imbattersi in più profonde riflessioni che richiedono un prezzo forse troppo elevato di questi ultimi tempi. Quello di cui è essenziale disporre infatti per accostarsi a dovere al fenomeno “L’Effet C’est Moi” è forse oggi una delle cose più rare e difficili di cui disporre, ciò per cui spesso si viene intrappolati in realtà inutili e senza senso, quello che in sostanza determina il vero uomo liberoda colui che non lo è affatto: il tempo.

Definita quindi la natura di L’Effet C’est Moi, vero ascolto elitario, lusso musicale destinato a pochi privilegiati, esteti ed amanti di mitiche età dell’oro ormai tramontate e, precisato il “valore di mercato” necessario al suo accostamento, la possibilità di entrare in contatto con dimensioni altre, diverse, inconsuete, fatte d’incanto e filosofia, grandiosità e fastiinni e magie si manifesterà in tutta la sua concretezza e tangibilità.

Così l’animo nobile, aperto e disposto sarà sin da subito messo sulla giusta via, già solo interrogandosi in merito al significato dell’espressione “L’Effet C’est Moi”, scelta dal giovane Emanuele Buresta. Il riferimento è ad un filosofo forse troppo inflazionato e citato dalle correnti dark e neo folk contemporanee, ma di cui nessuno in effetti ha mai parlato nei termini in cui lo fa EmanueleNietzsche. Dice Nietzsche: «L’uomo si convince che è “lui” colui che comanda e che è questo suo comando a realizzare l’azione: «L’effet c’est moi» (“l’effetto sono io”) …ma non è la “volontà che comanda” a realizzare l’azione, bensì l’ubbidienza di quelle inferiori… se le volontà che debbono portare a compimento il comando della volontà superiore non sono in grado di farlo, la volontà superiore non ha comandato un bel niente, ma si è limitata, per così dire, a esprimere un desiderio senza effetti». Indizio questo che il mondo in cui ci introduce Emanuele per quanto fatto di suoni marziali e di guerra, di brutalità e vinti, di volontà ed azione, forza e potenza soccombe ad una dimensione ben più illogica, che rifugge dalla volontà per rispondere al sentimento, al sogno, alla visione romantica di una realtà che è non è sottomessa ad alcuna logica di comando ma solo a quella del sentimento.

 E quanto fin ora detto è in realtà tutto espresso nella sua  musica, in note solenni ed imperiose prima,ariose e gentili poi come nel brano “Carmen Saliare Versus Ianvli”, dove Emanuele far rivivere i fasti di un tempo, immergendoci in un’era classica solo apparentemente lontana perché null’altro in realtà che la nostra prima cultura, le nostre antiche radici, la nobiltà e la ricchezza della nostra stessa civiltà e lo fa non solo riprendendo versi in latino, ma anche proponendo poi brani dal ritmo molto più grossolano e popolare come nel caso “E domani è San Giovanni”, vera e propria ballata da sagra di paese.

Nell’album “Il Sole a Mezzanotte” (Rage In Eden 2012) da cui sono tratti i brani sopra citati, non mancano poi cenni a quel gusto gentile per l’orrido ed il sublime tipico del buon estetismo di primo novecento, come nel caso di “Striges” vera e propria perla, dall’architettura musicale piacevolmente infernale, giusto accompagnamento per i versi di Catullo e le rime dell’inno orfico a Ecate che seguono.

Esotica e porto verso la reverie senza tempo invece, la ghost track in chiusura di album, indicata non a caso come “Unkown”: melodia fantasma che apre però a scene di quiete e rilassamento, lasciando vagare l’immaginazione visiva in ampi spazi aperti tra colonne di pietra bianca e tendaggi in lino e seta mossi al vento sulla grande terrazza di una vecchia e maestosa villa romana in riva al mare.

L’Effet C’Est Moi è dunque in parte quanto descritto e ben altro ancora.  Suggestioni e immagini proposte sono solo un esempio di quello che le melodie di Emanuele possono destare.  Il cuore e la mente dell’animo disposto all’ascolto sono molto più feconde di quanto si possa pensare e variano da essere ad essere, da io ad io, il tutto facendoci ironicamente riflettere su come appunto “l’effetto” del sentire (e non della volontà), dipenda non tanto dalla musica di se per stessa quanto  esclusivamente dalla mente di chi la riceve, ovvero in sostanza solo ed unicamente da noi stessi.  Un’interessante esperienza da vivere più che una semplice musica da sentire.

Recensione disponibile qui.